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Il tritone

Il tritone alpestre apuano

Il Tritone alpestre apuano è una specie di anfibio caudato della famiglia delle Salamandre, di taglia media con il capo appiattito, piccole zampe corte e coda compressa in senso laterale.

Le dimensioni degli esemplari femmine sono di 10-12 cm, mentre nei maschi la lunghezza è di 8-9 cm.

La superficie della sua pelle cambia a seconda del luogo in cui si trova: è liscia in fase acquatica, mentre nella fase terrestre appare setosa e granulosa.

I colori del tritone alpestre apuano sono molto vari.

  • Nel maschio le parti superiori vanno dal celeste al grigio-azzurro, i lati del capo e del corpo sfumano dal bianco all’argento con macchioline nere e più in basso si trova una brillante zona azzurra confinante con il lato ventrale arancione.
  • Nella femmina le parti superiori sono brunastre, grigie, verdastre o quasi nere, spesso con un’evidente marmorizzazione.

Durante la visita a Cava Valsora, non perdere l'occasione di scoprire questo meraviglioso animale e di ammirare la biodiversità e la bellezza del biolago!

tritone apuano nel lago di cava valsora alpi apuane

Biologia

tritone alpestre apuano
Fra le specie di tritoni presenti in Italia la nostra è quella più legata all’acqua. Il tritone alpestre apuano può restare a lungo in acqua dopo il periodo riproduttivo e addirittura tutto l’anno, anche durante la glaciazione del lago a Cava Valsora.

Durante l’estate, nel caso in cui il sito si prosciughi nei mesi più caldi, gli esemplari adulti lo abbandonano e trascorrono a terra un periodo di estivazione. Nelle stagioni fredde, invece, i tritoni alpini entrano in letargo: il periodo d’ibernazione varia a seconda della quota e della latitudine.

Di cosa si cibano i tritoni alpestri?
La dieta degli adulti in fase terrestre comprende: lombrichi, lumache, artropodi, insetti e larve, mentre nella fase acquatica mangiano piccoli bivalvi, insetti acquatici, anellidi ed altri invertebrati.
tritone alpestre apuano e alga chara
La stagione riproduttiva comincia generalmente alla fine dell’ibernazione e dipende dalla quota e dalla latitudine: a quote elevate le femmine si riproducono una volta ogni due anni. Ogni femmina depone fino a circa 250 uova per stagione riproduttiva. Le uova sono di colore marrone chiaro, misurano da 1.3 a 1.8 millimetri di diametro e vengono deposte singolarmente, fissandole alle foglie delle piante acquatiche che in seguito la femmina ripiega a portafoglio sopra l’uovo. La schiusa avviene in poco più di una settimana.

Se sei appassionato di biologia e di questa particolare specie non perdere l’occasione di vederla nel biolago di Cava Valsora: scopri maggiori informazioni nella sezione dedicata alle visite alla cava!
tritone alpestre apuano nuota nel biolago di cava valsora

Habitat

Il tritone alpestre vive bene sia in acque ferme, sia in quelle a debole corrente, mostrando in genere buona tolleranza per ciò che riguarda la temperatura, seppure tenda a preferire le acque più fredde.

Il suo habitat ideale è costituito da zone umide come ruscelli, laghi alpini e pozze d'acqua, con temperature che variano da poche decine di gradi sopra lo zero a temperature sotto lo zero durante l'inverno.

Questi anfibi vivono in acque pulite e ricche di ossigeno, dove possono facilmente trovare il cibo che consumano, come insetti, vermi e altri piccoli animali acquatici.
Scopri l'habitat del Tritone!

Monitoraggio

Tritone alpestre apuano nel biolago
Le attività di monitoraggio sono svolte in quattro sessioni annuali comprese nel periodo tra maggio e giugno, nella fase acquatica migliore, e prevedono il conteggio dei tritoni visibili in acqua.

Il monitoraggio prevede un tempo di osservazione di 30 minuti e serve a misurare la lunghezza dell’animale, il sesso e effettuare una fotografia del pattern ventrale per il riconoscimento individuale, sfruttando le caratteristiche macchie golari.

I dati raccolti vengono poi inseriti in una banca dati e gli animali al termine della procedura vengono rilasciati all’interno del lago.

Questa metodologia è utilizzata per molte specie di anfibi e inserita nelle Linee guida per il monitoraggio delle specie faunistiche di interesse comunitario redatte da ISPRA nel 2016 (Manuali ISPRA 141/2016), risultando meno invasiva rispetto all’iniezione sottocutanea di elastomeri fluorescenti e preferibile poiché restituisce risultati analoghi e non incide sulla valutazione del tasso di sopravvivenza sul medio-lungo termine.
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